La storia di Perla e della sua famiglia

Perla
Perla

Era una notte buia e tempestosa.... Tutto ebbe inizio tanti anni fa, nel silenzio di una delle solite notti di febbraio, piovose, fredde, a volte tristi, in cui si vedono solo coriandoli bagnati per terra, frutto di un divertimento ormai finito... Mi squillò il cellulare, vidi che non compariva il numero sul display e fulmineamente, col cuore in gola, risposi: una donna con uno strano modo di parlare mi supplicò di andare a vedere una triste e disperata situazione in cima ad un monte. Mi nominò una località da me sconosciuta, pur ad una decina di chilometri da quella che allora era casa mia.

Mi raccontò che da due mesi c'erano animali abbandonati nella neve, in una casa isolata, in cui prima viveva un signore anziano, eremita, che amava gli animali, morto per un malore e trovato sepolto dalla neve dopo giorni e giorni...

Parlò di una quarantina di gatti abbandonati al gelo dell'inverno, di conigli, di galline e di un cane.

A me sembrava stranissimo che una persona, dopo due mesi, chiamasse me, di notte e che non avesse fatto nulla per tutto questo tempo. Si mise quasi a piangere, dicendo che non poteva dirmi chi era.

Non capii mai di chi fosse quella voce, quella donna non la conoscevo. E riconoscerei la sua cadenza tra mille ora, perchè mi riaffiora spesso nella mente. Mi sono chiesta più volte, come agirei se la vedessi...

Ora, però, poco importa della sua coscienza e di quella di tanti altri paesani, che non fecero nulla per salvare le creature di quel poveretto e le videro morire, senza preoccuparsi di chiamare un soccorso.

Mi misi a letto, cercando di dormire, ma dopo un paio d'ore, in pigiama (e non è la prima volta che faccio numeri simili, tanto che una volta mi fermò un posto di blocco dei carabinieri, e pensai che mi avrebbero fatto rinchiudere alla neuro), decisi di partire alla ricerca di quella località.

Salii su per il monte col mio vecchio ed inimitabile pandino bordeaux che mi ha accompagnato ovunque, nel bene e nel male. Arrivai in cima in cima, che più di così non avrei potuto...

 

Un buio, una pioggia................ Ricordo tutto come fosse ora

 

Con una torcia, mi fermai e perlustrai l'unica casa disabitata che trovai nel sentiero sterrato: scheletri di galline chiuse ancora nei pollai, scheletri di conigli nelle conigliere...lo scheletro di un gatto dietro una vecchia stufa a legna di ghisa, ed un cane alla catena che piangeva disperato con panini secchi misti a ghiaccio, bagnati ... Liberai il cane, che corse via (il giorno dopo lo trovai vagante sempre in quella strada ed ora vive felice con un signore anziano come lui, amato)... Non vidi i 40 gatti: solo una micina magra, pelle ed ossa, che piangeva tantissimo, su gradini di pietra antica, accanto ad un cespuglio di rosa canina.

 

Era Perla

 

Una perla nel buio di quella notte, per questo la chiamai così. Prima di avvicinarla, impiegai un anno. La casa la vendettero i parenti (per spartirsi l'eredità ne uscirono tanti come funghi). Stefania ed io facemmo la casina che vedete nei vari video, perché gli attuali proprietari non amano gli animali (sarebbe stato troppo bello, che almeno Perla potesse vivere in casa sua, finalmente!)

Così, a poco a poco, la abituai ad allontanarsi da quella casa, che sentiva sua, che era sua, e che non aveva mai abbandonato. Prima di poterla sterilizzare ebbe tre cucciolate, la terza della quale, composta da Peter, Perlina e Sospirina...

Insieme a Perla uscirono nei giorni seguenti,due micioni enormi, molto molto anziani: Draculino (che avrebbe potuto far invidia alla Mari per il suo unico dentino, tigrato, con gli occhi verdi) e Sospirone (papà dei piccoli, che respirava molto male).

Draculino mi morì tra le braccia dopo tre mesi che iniziai ad occuparmi di loro: provai a curarlo, ma aveva una profonda insufficienza renale, mentre Sospirone, un giorno, scomparì e non lo trovai mai più.

Non sono arrivata in tempo per tutte quelle creature, ma quelli che non sono riuscita a salvare, vivono ora in queste quattro.

 

Per questo, ora che sapete, le amerete ancor di più

 

Spero che quel povero signore si trovi in Paradiso con tutti i suoi animali che lo hanno aspettato invano e che mai più l'hanno visto tornare. E che un po', ci protegga anche lui.